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Un’analisi scientifica sull’usabilità di CiteULike

Posted by dalloliogm su maggio 22, 2007

In quanto bioinformatici vi potrebbe capitare che qualcuno dei biologi con cui lavorate vi venga a chiedere:

  • che programmi posso usare per gestire una bibliografia? per mantenere una collezione di articoli e magari metterla a disposizione dei miei colleghi?

Una buona risposta é quella di consigliare uno dei servizi di gestione della bibliografia via web, come Connotea o CiteULike, dei quali abbiamo già parlato in questo blog.

Questi servizi permettono di salvare i propri articoli preferiti sul web, di risparmiare tempo nel classificarli e di mettere a disposizione le proprie note ed i propri commenti ai propri colleghi.

In teoria CiteULike e Connotea rappresentano una grossa opportunità ma soffrono di due grossi problemi:

  • sebbene ci siano due buone comunità a seguire il loro sviluppo (connotea é opensource), sono fermi da un po’ in quanto a miglioramenti e mancano ancora un buon numero di funzioni ed una interfaccia veramente comoda da usare;
  • Gli scienziati non sono abbastanza svegli da usarli, non li conoscono, e non si interessano ad informarsi su queste tecnologie.

Proprio quest’ultimo punto potrebbe essere lo scoglio più grande che vi trovereste ad affrontare nel caso cercaste di convincere dei biologi ad adottare uno di questi sistemi: purtroppo molti ricercatori utilizzano metodi molto grezzi per mantenere una bibliografia (ricerca su pubmed – salvataggio pdf sul desktop – spostamento in una cartella e possibile smarrimento – commenti scritti su carta o su file .doc sparsi), nelle Università non si insegna niente a proposito, e c’è sempre diffidenza nei confronti delle nuove tecnologie.

Alcuni giorni fa però sono stati postati, sulla mailing list di CiteULike-discuss, i risultati di un interessante esperimento condotto presso una delle Università di Amsterdam, che potrebbe darvi delle idee nel caso vogliate convertire lo stesso i vostri amici ricercatori:

In questo esperimento, un gruppo di scienziati ha provato CiteULike per alcuni mesi (é stato provato anche un altro software, Bibsonomy, che non conosco), e ha redatto un piccolo diaro per annotare tutte le difficoltà e le impressioni incontrate.

Se leggete il documento, che é più corto di quello che sembra (pieno di grafici), si trovano parecchi spunti interessanti, per esempio:

  • alcuni ricercatori riescono a trarre profitto dal fatto di poter commentare i propri articoli via web, ma per certe cose preferiscono le mailing list (invece che gli rss), e il dialogo a mano;
  • gli account su citeulike e simili possono essere utili ai professori per segnalare gli articoli da studiare agli studenti;
  • i punti di diffidenza più grandi riguardano la privacy, e la paura che mettere in pubblico i propri giudizi e commenti su articoli di altri possa influire sulla propria carriera (certo che l’open source avrebbe proprio tanto da insegnare, alla scienza).

Beh, buona lettura e alla prossima!

4 Risposte to “Un’analisi scientifica sull’usabilità di CiteULike”

  1. fuliggians said

    qui da noi i sistemi hanno di default un programma a pagamento (ma neanche troppo caro) che e’ ENDNOTE. Non so se ha la possibilita’ di salvare via web, ma si integra ottimamente con word, e quindi permette di inserire negli articoli una biografia completa con un click, e nel formato richiesto dllo specifico giornale a cui si vuol sottomettere i propri risultati.
    Personalmente lo integro con un webserver ftp adibito dove colleziono i relativi pdf. In questo modo posso fare una ricerca nel database degli articoli che ho letto e recuperare velocemente i file.

  2. mattions said

    referencer http://icculus.org/referencer/🙂

  3. dalloliogm said

    Hola!
    1) a proposito di endnote:
    Si’ conosco endnote, l’ho visto anche usare ma visto che esiste solo per Win e Mac non ho mai potuto provarlo.
    In ogni caso, la differenza rispetto a CiteULike e Connotea e’ che questi intendono essere dei ‘network sociali’ per ricercatori, cioe’ dei punti dove la gente possa scambiarsi attivamente commenti e recensioni oltre che a mantenere delle bibliografie personali.
    Ho provato Jabref e PyBliographer che sono programmi simili ad EndNote, ma sotto Gnu-GPL… purtroppo credo che non siano ancora al livello del programma commerciale, pero’ almeno sono gratuiti, e ci si puo’ aspettare che migliorino velocemente.
    Poi una cosa che mi lascia dubbioso rispetto ad EndNote e’ proprio la ricerca integrata nel programma: e’ vero che e’ comodo, ma non permette di sfruttare tutti gli attrezzi sciccosi come feeds, clustering, ricerche fuzzy, le cose offerte da servizi come hubmed e scirus; ed inoltre non permette di salvare documenti che non siano articoli come database e siti utili.
    Lo proverei se girasse su Gnu-Linux e fosse gratuito.. ma non credo siano pronti ad accontentarmi🙂

    2) a proposito di Referencer: sembra interessante! Anche se a dire la verita’, non vedo l’ora che diventino disponibili le cose che si dice sia capace di fare TrackerFS (http://pollycoke.wordpress.com/2006/11/20/chiacchierata-con-eulin-creatore-di-trackerfs/), che sarebbero delle funzionalita’ proprio comode per mantenere una bibliografia!🙂

  4. Per quanto mi riguarda, uso Kbib sotto Linux. Non sara’ il massimo, ma:

    1. Usando LaTeX per scrivere i miei lavori (non tornerei a Word nemmeno se mi pagassero) un programma di gestione database BibTeX e’ fondamentale;
    2. Kbib si integra con LyX o Kile (io uso quest’ultimo) usando la lyx-pipe per mandare le citazioni esattamente nel punto di interesse.
    3. Permette di cercare su Pubmed anche per parole chiave (anche se non ancora per PMID, purtroppo).

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